LA FOTOGRAFIA ARCHEOLOGICA DIGITALE
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 19,60

ISBN: 978-88-7228-633-3-1
Autori: Fabio Mirulla
Edizione: 2012
F.to: 17.00 × 24.00 cm.
Pagine: 154
Tomi: 1
Imm. B/N - Imm. colori

Descrizione

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«Prima di affrontare il tema della fotografia digitale e della sua applicazione in ambito archeologico, è bene fissare alcuni concetti base relativi alla fotografia in generale»: l’incipit del capitolo primo, dedicato proprio alla tecnica, chiarisce l’importanza di conoscere il corretto tempo di esposizione, il controllo del movimento e della profondità di campo o tutte le altre nozioni tecniche di fotografia, anche per chi usa tecnologie digitali. Questo manuale è stato concepito infatti come un aggiornamento sull’argomento e adattato al fenomeno “rivoluzionario” della fotografia digitale che ha permesso di ottenere immagini mediante tecnologie elettroniche e memorizzarle su supporto magnetico.
In generale questa pratica costituisce «il principale mezzo per descrivere la realtà e le varie situazioni nella maniera più fedele possibile» e in archeologia viene utilizzata principalmente per la documentazione di monumenti, reperti, oggetti, stratigrafie e per la pubblicazione degli stessi. Prima di affrontare quest’ultimi argomenti, il secondo e il terzo capitolo del volume sono dedicati alla esposizione degli aspetti tecnici: sensore, temperatura di colore e bilanciamento del bianco, sensibilità ISO, istogrammi espositivi, estensione del file e le attrezzature, dalla fotocamera agli obiettivi, ai filtri, ecc.
I quattro procedimenti principali che servono a realizzare una ‘foto archeologica’ vengono affidati ad altrettanti capitoli accompagnati nella parte finale del libro da un Glossario sui termini tecnici e riferimenti bibliografici arricchiti di indirizzi web. Vengono presi in esame quindi le fotografie realizzate su uno scavo e l’utilizzo di attrezzature particolari per le riprese dall’alto (pallone aerostatico, aquilone, sistemi radio comandati, aeroplani, satelliti). Per la fotografia in studio di reperti ceramici, vitrei, metallici e litici cambiano le tecniche e in particolare la gestione dei vari sistemi di illuminazione che devono adattarsi a seconda dei trattamenti delle superfici degli oggetti. La postproduzione consiste poi in tutti quei procedimenti che vengono applicati dopo aver scaricato i files digitali fotografici: a partire dalle correzioni di base, per poi passare alle composizioni panoramiche, alle evidenziazioni delle stratigrafie, alla sostituzione dello sfondo, alle conversioni in bianco e nero, ai restauri “virtuali” fino ad arrivare alle applicazioni di programmi che restituiscono oggetti tridimensionali ruotabili virtualmente.
Il volume si chiude fornendo indicazioni per una utile gestione degli archivi del materiale fotografico digitale e sui probabili percorsi di gestione-diffusione delle immagini.

INDICE

Prefazione di Franco Cambi

Presentazione di Andrea Ciacci

Introduzione

1. La tecnica
1.1. I concetti base
1.2. Il controllo del movimento
1.3. La profondità di campo
1.4. Conclusione

2. La fotografia digitale
2.1. Definizione
2.2. Il sensore
2.3. La temperatura di colore e il bilanciamento del bianco
2.4. La sensibilità ISO
2.5. Gli istogrammi
2.6. Il file

3. Le attrezzature
3.1. La macchina fotografica
3.2. Gli obiettivi
3.3. Le memorie
3.4. Zaino o borsa
3.5. Il cavalletto
3.6. I filtri (3.6.1. Il filtro polarizzatore – 3.6.2. Il filtro UV)
3.7. Il kit di pulizia

4. La fotografia archeologica di scavo
4.1. Le differenze tra fotografia analogica e fotografia digitale sullo scavo archeologico
4.2. La luce (4.2.1. La luce diretta – 4.2.2. La luce diffusa)
4.3. I riferimenti metrici
4.4. Le inquadrature (4.4.1. Le visioni di insieme – 4.4.2. Le sezioni – 4.4.3. Le panoramiche – 4.4.4. Le riprese zenitali)
4.5. Particolari ed archeologi
4.6. Il corredo fotografico per lo scavo

5. La fotografia archeologica in studio
5.1. Cosa serve (5.1.1. Gli obiettivi nella fotografia di studio – 5.1.2. L’illuminazione in studio – 5.1.3. Tavoli da still-life e fondali – 5.1.4. I riferimenti metrici in studio – 5.1.5. Cavalletto e stativo repro – 5.1.6 I sistemi di scatto remoto)
5.2. Reperti e materiali (5.2.1. La ceramica – 5.2.2. Il vetro – 5.2.3. Reperti di piccole e medie dimensioni e frammenti – 5.2.4. Le sculture a bassorilievo – 5.2.5. La statuaria – 5.2.6. Le monete – 5.2.7. Le industrie litiche – 5.2.8. Reperti in osso)
5.3. Fotografare reperti sullo scavo e nei musei
5.4. La legislazione per la fotografia di beni culturali di proprietà statale

6. La post-produzione
6.1. Calibrare lo schermo
6.2. Trattamento dei file RAW
6.3. Correzioni di base (6.3.1. Elaborazioni base di foto di scavo – 6.3.2. Elaborazioni base di foto di studio)
6.4. Conversione in bianco e nero
6.5. Simulazione di più sorgenti di illuminazione
6.6. Restauri “virtuali”
6.7. Digitalizzazione e correzione di immagini analogiche
6.8. Foto tridimensionali
6.9. Formati di salvataggio

7. L’archiviazione e la diffusione
7.1. L’archiviazione (7.1.1. L’archiviazione di foto sugli scavi – 7.1.2. L’archiviazione di foto in studio)
7.2. La cancellazione accidentale delle immagini
7.3. La diffusione delle immagini

8. Glossario

9. Bibliografia e Bibliografia Web

Referenze