L’INFORMATICA E IL METODO DELLA STRATIGRAFIA

Atti del Workshop (Foggia 6-7 giugno 2008)

 40,00

ISBN: 978-88-7228-551-X
Collana: INSULAE DIOMEDEAE - 11
A cura di Giuliano Volpe, Giuliano De Felice, Maria Giuseppina Sibilano
Edizione: 2008
F.to: 21.00 × 30.00 cm.
Pagine: 188
Tomi: 1
Imm. B/N.

Descrizione

Negli ultimi anni le applicazioni dell’informatica all’archeologia hanno contribuito a delineare scenari nuovi nei quali la pratica stessa della ricerca archeologica risulta profondamente trasformata.
Il volume ripropone gli Atti del Workshop che ha rappresentato, per alcuni ricercatori italiani esperti in differenti settori dell’informatica applicata all’archeologia, l’occasione per avviare un confronto interdisciplinare sul ruolo che tecniche e metodologie hanno oggi nel processo archeologico. Da quella esperienza sono emersi numerosi spunti di riflessione che investono in modo particolare il rapporto tra stratigrafia e informatica: dal 3D alla gestione del dato spaziale, dalla documentazione digitale all’integrazione semantica.
L’obiettivo è quello di allargare il dibattito concentrando il focus sull’importanza e sul rilievo metodologico che gli strumenti informatici assumono nel quadro delle indagini archeologiche sul campo: dalla acquisizione dei dati (alfanumerici, spaziali, etc.) alla loro elaborazione.
Negli ultimi anni le principali novità metodologiche nella ricerca archeologica sono arrivate dallo sviluppo delle applicazioni informatiche, che hanno dato vita ad uno scenario vario e contribuito a rendere più complesso il già articolato mondo delle metodologie di dominio. Non è facile estrarre delle linee di tendenza ed evoluzione in uno scenario così variegato; è evidente però un percorso che, senza apparentemente un filo logico o una guida unitaria, si contraddistingue per l’incessante sviluppo di soluzioni informatizzate di supporto all’attività archeologica. Esso conduce verso una diffusione delle metodologie informatiche in tutti gli aspetti della pratica archeologica, cosicché accanto ai più diffusi sistemi di ausilio alla gestione della documentazione si iniziano ad affermare esperimenti finalizzati ad un uso più avanzato degli strumenti informatici.
Nella pratica dello scavo archeologico in particolare, a parte alcune punte di eccellenza, in Italia la situazione è invece più frammentata e disorganizzata. La stagione dei DB ha senza dubbio avviato e quindi reso più proficuo il dialogo fra tecnologi e archeologi, ma negli altri settori, ed in particolare nel supporto all’attività di scavo e documentazione le esperienze diffuse sul territorio non hanno ancora portato a riflessioni metodologiche di più ampio respiro.
Al giorno d’oggi la situazione è ancora definita da un accesso diretto delle équipe archeologiche a strumenti e metodi innovativi, senza una precisa prospettiva. La situazione dell’archeologia computazionale rispecchia fedelmente in definitiva quella più generale delle metodologie della ricerca, che sembrano quantomeno “distratte” nei confronti del metodo stratigrafico, che pure ad oggi, nella realtà come nell’immaginario collettivo, rappresenta ancora l’attività principale nell’ampio “ventaglio” delle metodologie. Una metodologia aggiornata, che faccia uso di strumenti innovativi, deve innestarsi profondamente su tutte le tappe del processo conoscitivo, dalle fasi preliminari a quelle di raccolta analitica, fino ai momenti di sintesi dell’interpretazione e della comunicazione.
Importanti e suggestivi spunti vengono dal campo delle applicazioni 3D. In via di esaurimento la concezione che immagina visioni più riduttive e ormai anacronistiche che identificano la Virtual Archaeology come sinonimo di ricostruzione di monumenti e siti, si fanno strada punti di vista più ampi che ricollegano a questo il più ampio settore della virtualizzazione dell’intera realtà archeologica. Anche grazie a tecnologie innovative quali il laser scanning e la fotomodellazione la tridimensionalità in archeologia si sta affrancando dalla veste riduttiva che la vedeva classificata fra gli strumenti per la comunicazione divulgativa e per la produzione di ricostruzioni architettoniche, che non hanno nulla di particolarmente innovativo a parte la tecnologia che oggi permette di realizzarle con maggiore facilità ed efficacia.

INDICE

“Pesare la digitalizzazione”. L’informatica applicata all’archeologia tra tecnologia e metodologia
Giuliano Volpe

Il progetto Itinera. Ricerca e comunicazione attraverso nuovi metodi di documentazione archeologica
Giuliano De Felice

Il percorso della conoscenza: applicazioni in archeologia tra ricerca e divulgazione
Maurizio Cattani

‘Accedere’ allo scavo archeologico. Sistemi (e problemi) di elaborazione dei dati
Grazia Semeraro

Ambienti collaborativi ed ecosistemi virtuali per la trasmissione e comunicazione del patrimonio culturale: il museo virtuale della via Flaminia antica
Eva Pietroni

La Carta dei Beni Culturali della Regione Puglia: dalla lettura del paesaggio alla progettazione dell’infrastruttura Informatica
Giuliano Volpe, Annalisa Di Zanni, Sabatino Laurenza

L’applicazione di analisi quantitative a contesti stratigrafici critici
Alfonso Santoriello, Francesco Uliano Scelza

Dalla terra al monitor: riflessioni e considerazioni sulla gestione digitale dello scavo archeologico
Sabatino Laurenza, Cristiano Putzolu

Metodologie laser scanning per il rilievo archeologico: metodi operativi e standard di documentazione
Andrea D’Andrea, Giancarlo Iannone, Laura Saffiotti

Velocità in acquisizione, complessità nell’elaborazione: dal GPS alle nuvole di punti
Roberto Gabrielli, Francesca Colosi, Andrea Angelini, Daniela Peloso

Documentare lo scavo archeologico: nuove forme di comunicazione del metodo stratigrafico
Maria Giuseppina Sibilano

Verso una documentazione integrata dello scavo archeologico
Andrea Adami, Federica Candelato, Francesco Guerra

Esperienze di fotomodellazione e stereofotogrammetria archeologica
Andrea Fiorini