sag 2

STORIA E ARCHEOLOGIA GLOBALE – 2

I pascoli, i campi, il mare.
Paesaggi d’altura e di pianura in Italia dall’Età del Bronzo al Medioevo

€ 45,00

ISBN: 978-88-7228-775-0
Categoria: Scienze dell'Antichità e Beni Culturali
Collana: INSULAE DIOMEDEAE - 26
A cura di Franco Cambi, Giovanni De Venuto, Roberto Goffredo
Edizione: 2015
F.to: 21 x 30 cm.
Pagine: 336
Immagini b/n

Descrizione

pdf3 Clicca qui per andare al volume in formato PDF

«(…) storia e archeologia dei paesaggi non possono farsi prescindendo da una mentalità e da una cultura stratigrafiche». Il concetto espresso nell’Introduzione da Franco Cambi, fornisce un riferimento basilare delle ricerche qui raccolte ma anche la scenografia di fondo entro cui le stesse sono state sviluppate. Prendendo a prestito le parole di Pazzagli, la contemporaneità diventa la chiave di lettura attraverso la quale gli archeologi si affacciano allo studio dell’antichità e in particolare «le spiegazioni di come funzionassero i paesaggi del passato risiedono spesso negli assetti dei paesaggi contemporanei» e viceversa «la definizione degli esiti dei paesaggi contemporanei spesso risiede nelle dinamiche passate».
La connessione tra i paesaggi diversificati (montagna, alta collina, pianura, costa) è data da spazi territoriali che nel corso della storia sono stati variamente abitati, attraversati, vissuti, occupati. L’interpretazione degli stessi in chiave di ricostruzione storico-archeologica si basa sul dialogo del sistema delle fonti e su un approccio ‘globale’ che consente di far emergere le connettività e le reti esistenti tra i siti e i paesaggi come nel caso di quelli vissuti durante la transumanza delle greggi con particolare riferimento alla Venetia romana. Anche l’attività estrattiva litica nella Regio XVenetia et Histria o quella del rame in Età del Bronzo sull’Appennino emiliano consentono questo genere di comunicazioni tra monti, fiumi e mare con nuove formule occupazionali dei territori. È il caso di Populonia che diventa un fulcro delle varie identità etniche che frequentano i diversificati bacini di approvvigionamento tra terraferma e isole. In particolare la connessione tra la produzione, il consumo e l’esportazione del sale, l’allevamento e il sistema insediativo a partire dall’Età del Bronzo e del Ferro emergono nell’Isola d’Elba e all’interno di una sistema di “economia integrata” che coinvolge i paesaggi costieri dell’Etruria.
Le dinamiche di iterazione tra paesaggio ed economia sono filtrate attraverso il rapporto tra reperti di produzione locale e quelli importati nel sito senese di S. Cristina in Caio mentre la ‘marginalità’ dei paesaggi montani di Cicolano nel Lazio assumono nuove forme di interpretazione alla luce dello studio delle eco-dinamiche della transumanza; lo studio di un’area di confine, rappresentata dalla valle del Cervaro, ubicata tra Puglia e Campania fino all’Adriatico, fornisce un ampio repertorio delle molteplici forme insediative fatte emergere dal palinsesto stratigrafico paesaggistico, così come quelle del Tavoliere e delle Murge pugliesi connesse tra produzione cerealicola, estrazione e approvvigionamento del sale e allevamento transumante. Queste ultime forme di economia sono considerate in rapporto anche ad altri paesaggi del sud Italia e della Sicilia e assumono nell’insieme caratteri tipici mediterranei mentre la contrapposizione sulle logiche insediative dei siti costieri della Sardegna rispetto a quelli montani dell’Albania offrono ulteriori modelli per un “approccio integrato alla marginalità”.

INDICE

(posizionarsi col mouse sull’angolo in alto a destra del riquadro qui sotto per aumentare lo zoom o aprire il pdf in un’altra finestra)

 

Ti potrebbe interessare…