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Luisa Breglia – Alda Moleti HESPERÍA. Tradizioni, Rotte, Paesaggi

Pandemos Srl 2014

€ 52,00

Categoria: Ex Libris
Autori: Luisa Breglia, Alda Moleti
F.to: 21 x 30 cm.
Pagine: 317

Descrizione

A partire da punti di vista diversi, filologici, archeologici, storici, i saggi che seguono si propongono di fare il punto sull’origine delle diverse concezioni, cosmologiche, mitiche  e storiche che hanno sviluppato il concetto di Hespería, da mondo dell’aldilà a terra del tramonto, da terra estrema posta ai margini del  mondo a “terra di Occidente”, Hespería appunto, circoscritta ad una data regione e termine identificativo di essa.

L’opera di Stesicoro, punto di arrivo di una serie di tradizioni mitiche, che localizzavano all’estremo occidente, in particolare nei pressi di Gades, Eracle e le Esperidi, è anche, come pare, punto di partenza per la denominazione di Hespería per un determinato territorio, nella fattispecie, l’Italia. Stesicoro, il tipo di tradizioni da lui conservate, il pubblico cui si rivolgeva, le sue fonti informazione, Calcidesi e Focei, ricevono dovuta attenzione negli interventi di P. Finglass, A. Mele, F. Zevi, nonché in quelli di E. Bowie e I. Rutherford, che indaga acutamente il ruolo del “genere” peana nell’orizzonte comunicativo dell’ Occidente.

All’’immaginario dell’Occidente, quale terra ai “confini” del mondo si rivolgono, invece, i contributi di G. Cerri e F. Prontera, nonché quelli di G.B. D’Alessio e di F. Cordano, che da punti di vista diversi studiano il cammino di Eracle.

Al tema del dislocarsi tra Occidente ed Oriente delle terre dei morti e dell’Ade e del nascere di nuove terre, si rivolgono gli interventi di G. Cerri e D. Ogden, nonché di P. Angeli Bernardini. Al dilatarsi, del concetto di Hespería, nell’ottica della contrapposizione centro/periferia, sono dedicati i lavori di D. Plácido Suárez e S. Bianchetti, che ne seguono l’ampliarsi fino in età  tardo repubblicana e imperiale. J. P. Morel dimostra, richiamando problematiche emerse colla scoperta dell’America, come l’estremo occidente possa esser stato per gli Antichi una terra di tesori. Le realtà sviluppatesi nei vari territori via via identificati come “Hesperíai”, costituiscono l’oggetto dell’interesse di J. de la Genière, G. Greco, A.J. Domínguez  Monedero, che in base a dati archeologici e tradizioni letterarie fanno il punto su particolari aree della colonizzazione greca in Occidente.

 

Taking the viewpoint of different disciplines, philology, archaeology, history, the essays that follow are an attempt to assess the various concepts, cosmologies, myths and histories that developed the concept of Hesperia, from its being the world beyond, the world of the setting sun, the distant land at the ends of the world, to Hesperia as the “Western land”, referring to a given region and used as a term to define it.

The work of Stesichorus, the end point of a series of mythic traditions, that located Heracles and the Hesperides,in the far West, in particular near Gades, also appears as the initiator of use of the denomination Hesperia for a specific territory, in this case, Italy. Stesichorus, the type of tradition he preserved, the audience he was turning to, his , Chalcidian and Phocean sources of information, receive due attention in the interventions of P. Finglass, A. Mele and F. Zevi, as well as in those of E. Bowie and I. Rutherford, who makes an in depth investigation of the peana “genre” in the communicative horizon of the west.

Imagery of the West, as a land at the “edge” of the world is, instead, the focal point of the contributions of G. Cerri and F. Prontera, as well as those of G.B. D’Alessio and F. Cordano, who study Heracles’ pathways from different points of view.

The interventions of G. Cerri and D. Ogden and P. Angeli Bernardini turn to the theme of the location of the land of the dead and Hades in the East and in the West, and to the developmentof lands untouched by the sun while the works of D. Placido Suarez and S. Bianchetti are dedicated to the spread of the concept of Hesperia, in the light of the counterpositions of centre and periphery that followed the geographic amplification of the world to the late Republican and Imperial ages. J.P. Morel demonstrates, recalling problems that emerged following the discovery of America, that for the ancient peoples the extreme West may have been a similar land of treasures.

The situations developed in the various territories that, one after another, were identified as “Hesperia”, are the subject of interest for J. De Genière, G. Greco and A.J. Dominguez Monedero.