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ARCHEOFOSS

OPEN SOURCE, FREE SOFTWARE E OPEN FORMAT
NEI PROCESSI DI RICERCA ARCHEOLOGICA

€ 40,00

ISBN: 978-88-7228-623-4
Collana: INSULAE DIOMEDEAE - 19
A cura di Giuliano De Felice, Maria Giuseppina Sibilano
Edizione: 2011
F.to: 21.00 x 30.00 cm.
Pagine: 192
Tomi: 1
Imm. B/N.

Descrizione

I temi della nuova prospettiva open nell’ambito delle ricerche archeologiche e dell’informatica sono stati discussi nel V workshop ArcheoFOSS, finalizzato a promuovere la cultura open source e del software libero applicati alla ricerca ‘umanistica’. Elevate sono infatti le potenzialità di lavoro interdisciplinare che offrono questi sistemi permettendo di partecipare alla creazione o al controllo degli strumenti software, di condividere in maniera libera i dati e preservarli attraverso formati comprensibili e non legati a proprietà specifiche oltre che consentire di risolvere o agevolare il problema della sopravvivenza dell’informazione digitale.
Nella prima sessione, dedicata all’OpenGeo, confluiscono i contributi che mettono in rapporto la realizzazione di infrastrutture informatiche e di software nei processi di ricerca archeologica legati al territorio e in particolare ai contesti topografici e ambientali (il progetto ‘Archeomap’ con la creazione su web di una infrastruttura che consente di ospitare dati della cultura materiale raccolti e catalogati per renderli visibili e fruibili dagli interessati; lo studio della sigillata africana in Italia settentrionale attraverso un software libero; un approfondimento sulle motte di un’area del Veneto tramite GIS; il progetto Castellum Vervassium collegato alle indagini svolte nel territorio della Predaia in Val di Non con applicazioni WebGIS; una proposta per una Carta Archeologica di Verona attraverso una realizzazione di un software in cui confluiscono i dati filtrati dalla ricerca universitaria).
Nella seconda sessione i temi discussi affrontano le problematiche della catalogazione, gestione e accessibilità ai Beni Culturali: l’esigenza di una nuova tipologia di database finalizzata alla documentazione e visualizzazione bidimensionale e tridimensionale dei frammenti architettonici (catalogo tridimensionale 3D-Data), la gestione in rete delle schede di Reperto Archeologico (XCCD – eXtended schede dell’Isitituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione) e di strumenti per l’analisi degli levati antichi e dell’edilizia storica (ArchDb). I concetti di valorizzazione e tutela vengono proposti attraverso la chiave di lettura basata sullo studio e quindi attraverso la possibilità di accesso ai materiali e alla documentazione archeologica oltre che da una gestione integrata delle informazioni (PostgreSQL/PostGIS: interfacce web per la comunicazioni dei dati di Firenze e Pratomagno).
La terza sessione, che chiude gli atti prima dei posters, presenta una serie di strumenti innovativi di restituzione grafica a partire dalla documentazione tridimensionale alla proposta di un metodo informatizzato di disegno archeologico, alla fruizione dei beni archeologici attraverso la sperimentazione di un ambiente 3D, al caso-studio e all’integrazione di un frammento di statua di Nettuno dalla città di Herdonia fino alla ricostruzione delle architetture minoiche di Haglia Triada a Creta.
La missione sociale dell’open source nei confronti dei Beni Culturali è quindi dimostrata grazie alla mole di informazioni che riesce a veicolare, tutte riconducibili ad un unico patrimonio che appartiene all’intera collettività.

INDICE

Archeologia e informatica: una nuova prospettiva open
di Giuliano De Felice

I SESSIONE – OPENGEO

Il progetto Archeomap
di Matteo Onofrio Bovero

Software libero nei processi di ricerca archeologica: l’applicazione allo studio della sigillata africana in Italia settentrionale
di Stefano Costa

Lo studio delle Motte: un approccio tramite GIS di un’area del Veneto
di Simone Deola, Valeria Grazioli, Simone Pedron

Progetto Castellum Vervassium. Lettura integrata di un territorio tra topografia classica e software FLOSS
di Lorenza Endrizzi, Matteo Frassine, Rupert Gietl, Giuseppe Naponiello, Nicoletta Pisu

Proposta per una Carta Archeologica di Verona: un prototipo con software libero realizzato tramite alcune Tesi di Laurea
di Tecla Gottardi, Valeria Grazioli, Piergiovanna Grossi, Cecilia Zanetti, Elisa Zentilini

II SESSIONE – CATALOGAZIONE, GESTIONE E ACCESSIBILITÀ AI BENI CULTURALI

Catalogo “Tridimensionale” 3D-Data
di Daniela De Mattia

Il progetto SICAM/XCCD per la gestione in rete delle schede di catalogo
di Diego Gnesi Bartolani, Savino Petruzzelli

ArchiDb: uno strumento open source per l’analisi degli elevati antichi
di Nunzia Maria Mangialardi, Maria Giuseppina Sibilano

Tra valorizzazione e tutela: l’accesso a materiali e documentazione archeologica per motivi di studio
di Augusto Palombini, Andrea Schiappelli, Eleonora Zazza

Un geo-database (PostgreSQL/PostGIS) ed alcune possibili interfacce web per la comunicazione dei dati archeologici: i casi di Firenze e del Pratomagno
di Emiliano Scampoli, Annica Sahlin

III SESSIONE – STRUMENTI INNOVATIVI DI RESTITUZIONE GRAFICA

Computer Vision e Structure From Motion, nuove metodologie per la documentazione archeologica tridimensionale: un approccio aperto
di Alessandro Bezzi, Luca Bezzi, Ducke Benjamin

Proposta per un metodo informatizzato di disegno archeologico
di Alessandro Bezzi, Luca Bezzi, Simone Cavalieri

La Casa dei Pithoi a Serra di Vaglio. Una sperimentazione di ambiente 3D Open Source per la fruizione di beni archeologici
di Francesca Cantone, Angelo Chianese, Vincenzo Moscato, Saverio Serafino

Open source per la gestione e conservazione della complessità dei dati. Il caso del Nettuno di Herdonia
di Andrea Fratta, Fabio Gagliardi

Free to rebuild. Software open source per la ricostruzione virtuale delle architetture minoiche di Haghia Triada, Creta
di Filippo Stanco, Davide Tanasi, Giovanni Gallo

POSTERS

L’impiego di mobile GIS open source in Archeologia. I progetti Tellus e Total Open Station
di Francesco de Virgilio

Anastilosi virtuale dei luoghi di culto di Herdonia: il Tempio A e il Tempio B
di Giuseppina Dotoli, Angela Ricciardi

Vias sternere con Open Street Map. L’idea di Roman Street Map (RSM): ipotesi preliminari
di Denis Francisci

“Paese che vai associazione che trovi”. Di come l’archeologo possa trarre vantaggio e contribuire al software libero e alla condivisione della conoscenza nel 2010
di Piergiovanna Grossi

Software open source per la rappresentazione e l’analisi statistica dei dati in archeologia
di Giovanni Luca A. Pesce, Stefano Costa, Luca Bianconi

OpenSim nella didattica dell’Archeologia
di Anna Rita Vizzari, Maria Grazia Fiore